domenica 25 aprile 2010

Un paese senza memoria è un paese senza futuro

Andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.  

Piero Calamandrei, padre costituente.

domenica 24 gennaio 2010

Vita vissuta

Nella frenesia tipica dell’ora di punta, in cui la vita sembra scivolare via ad una velocità impressionante, guardandomi intorno, la mia attenzione si posa sulla vetrina di un bar poco distante, tanto da poter leggere il menù del giorno, e proprio mentre scruto al suo interno, il mio sguardo si sofferma su una coppia di anziani.
Sono seduti ad un tavolo e l’uomo sta cercando degli spiccioli nel suo piccolo portafogli, mentre la moglie si massaggia una caviglia. L’espressione è dolorante, ma non appena il marito le rivolge uno sguardo preoccupato, sorride.
Ecco, è arrivato il cameriere con bevande e scontrino, mancano pochi centesimi per il totale, così l’anziano signore chiede gentilmente al giovane di guardare nella sua mano per indicargli la quantità giusta; Il ragazzo con fretta prende il denaro e si allontana.
Un bambino, giocando, cade davanti a me, così mi piego per aiutarlo e proprio mentre le lacrime stavano per sgorgare dai suoi occhioni verdi, con gentilezza gli dico che va tutto bene e il bimbo con gioiosa gratitudine riprende a giocare.
Appena il tempo di alzarmi e nuovamente cerco con velocità quel tavolino che tanto aveva attirato la mia attenzione. Riapro il libro e lascio che il vento sfogli le pagine.
Il sole è ancora caldo, nonostante l’estate sia finita e l’inverno si faccia avanti. Mi godo gli ultimi raggi non perdendo di vista l’anziana coppia.
Adesso stanno parlando con lentezza, nel frattempo l’uomo prende una penna e un piccolo foglio, mentre la moglie sembra che stia facendo un elenco.
E così, noto qualcosa che troppo spesso passa inosservato.
Lo sforzo di una mano segnata dal tempo, pesante e stanca, che a mala pena regge una penna, troppo piccola e scivolosa da tener ben salda tra le dita. Quell’atto così semplice e ordinario appare segnato dalla fatica e dall’indecisione della mente che si sforza, con silenziosa dignità, di ricordare come si scriva una parola, vaga, lontana, forse imparata su una piccolo quaderno, gelosamente custodito, ma ugualmente logoro perché portato nello straccio col quale si andava a lavorare nei campi, oppure, sì, quella nuova parola che ripetono sempre alla tv e che pare così semplice sulle labbra di chi popola quella scatola quadrata che spesso, purtroppo, riempie le loro giornate. E poi c’è la nuova generazione, iper tecnologica , che vive nella fretta e per la quale tutto è facile e scontato a tal punto da far temere nel chiedergli qualcosa, del resto “ Poveri cari, hanno già tanto da fare, e non voglio rubargli del tempo ”.
Dopo qualche minuto, l’elenco è terminato, piega il fogliettino e lo consegna alla moglie.
Entrambi si alzano, si rimettono il cappotto, e si dirigono verso l’uscita.
L’anziano apre la porta, la moglie gli stringe la mano e così, riprendono il loro lento cammino.
Solo dopo qualche secondo, al richiamo di un bimbo, i due si voltano con un sorriso bellissimo, illuminato da una inaspettata vitalità.
E’ proprio quel bimbo che poco prima era caduto davanti a me. Corre anche la madre, che lo segue preoccupata. Raggiunta la coppia, i tre si perdono un abbraccio e la madre rallenta sospirando.
Ormai è tardi, e il sole non è altro che una sfera infuocata al di là delle montagne, ma la sua luce è comunque sufficiente ad illuminare il cammino di quelle quattro anime che ora avanzano l’una di fianco all’altra.

Martina

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martedì 12 gennaio 2010

Quando il cuore freme.


Quando ci si chiede il motivo per il quale il nostro cuore frema, puntualmente, nonostante ci si sia ripromessi  – all’ incirca un centinaio di volte - di non crogiolarsi nei problemi, la nostra mente inizia inevitabilmente ad affollarsi di parole e ad annebbiarsi con pensieri, congetture e analisi, dettate dal puro raziocinio; Ma è proprio nel momento in cui la nostra ragione si distrae che si arriva ad una conclusione.: Nonostante gli sforzi, ci si rende conto di quanto, in realtà, la nostra mente in questi casi, non possa far altro che “limitarsi” a sentire e percepire. Come se si stesse vivendo intensamente uno spettacolo coinvolgente.

giovedì 31 dicembre 2009

Auguri

Di solito si fanno gli auguri affinché il nuovo anno sia lieto, ricco di soddisfazioni, di amore e gioia. Spero che tutti voi possiate avere ciò che più desideriate, che abbiate la tenacia per raggiungere i vostri obbiettivi e la gioia per realizzarli, di trovare ciò che cercate,ma vi auguro soprattutto di avere la forza e la serenità per poter apprezzare tutto quello che già avete.

domenica 20 dicembre 2009

La neve è bella.


“La neve è bella”.
“Sì, ma in città, crea un po’ di problemi”.
“Ma è così romantica!”
“Certo, se poi scivoli, lo vedi …”

 
Nel tardo pomeriggio di venerdì 18, nella maggior parte del centro Nord,  ha iniziato a nevicare, tra lo stupore di alcuni e la preoccupazione di molti. Nonostante abbia sempre preferito il caldo al freddo, il mare alla montagna, il sole al cielo cupo, la neve mi piace. E’ come una di quelle cose talmente belle, da far paura, da creare situazioni scomode ed insolite.
La neve ci ricorda quanto la nostra vita quotidiana e moderna, sia precaria. Le auto avanzano a malapena, sky non funziona, alcune comunicazione si sono interrotte e, così, ci ricordiamo, quanto la nostra mente eccellente e sconfinata, sia spesso limitata davanti a tali situazioni insolite.
Sarò ingenua, ma a me piacciono, di tanto in tanto s’intende, le situazioni insolite, per il semplice fatto che hanno il potere di ricordare anche ai più ciechi, cosa realmente conti nella nostra esistenza.
Stamattina, alzandomi, un pensiero come un lampo, ha mutato il mio sorriso in amarezza. E mi vergogno per questo, perché solo stamattina mi sono ricordata degli invisibili. In molti comuni, molti volontari, si sono impegnati affinché avessero un posto caldo in cui ripararsi e la maggior parte di noi, neppure ci ha pensato. Mi vergogno per questo, perché non si può dar colpa alla società o al menefreghismo in generale, perché anche noi facciamo parte di questa società, e se è così, è anche colpa nostra. Aiutare il vicino a spalare la neve davanti a casa, a pulire la macchina per evitare che ghiacci, leggere un buon libro al caldo, correre con chi si ama in mezzo alla neve, per poi chiudersi in casa e bere una cioccolata calda è incredibilmente piacevole. Sì, ma chi una casa non ce l’ha?
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martedì 1 dicembre 2009

Eleganza


Danza, nel silenzio inosservata,

l’Eleganza. Con esili fluttui

si stende nell’aria:E riccioli,

e allunghi, fantasma sinuoso,

trascina con fascino malizioso.

Non smettere di ballare nel tempo

feroce e fugace lamento, di

chi volge a te lo sguardo perduto

volto dal suo spirito arguto,

che pare nell’assente melodia

evanescente seguire, dolce

e lento, lo spento tuo perire.

Martina R.

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giovedì 12 novembre 2009

Serenità


E nel beato silenzio
passeggio tra foglie e luce,
ove rimembro Serenità,
bimba quanto mai capricciosa,
volteggiare soavemente
tra i virtuosi castagni,
immobili compagni di gioco.

Di tanto, in tanto, a picciol passi
muovendosi lentamente
Osserva;
E in quell’attimo di quiete,
rubo il suo limpido sguardo,
quando con un guizzo improvviso,
torna a saltare entusiasta
nel fruscio di un sorriso.

Martina R.


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venerdì 14 agosto 2009

SENTITE

Arriva un giorno in cui ci accorgiamo che l’ infantile innocenza e la meraviglia, a mano a mano, vengono sostituite dalla conoscenza e dall’amarezza; La vita, in ogni istante, ci mette alla prova con sofferenze e difficoltà, ma il nostro dovere è quello di continuare a “SENTIRE”.


Gioite davanti ad un tramonto, commuovetevi per il sorriso di un bambino e per la carezza di un anziano, amate chi vi regala istanti indimenticabili, ma soprattutto chi vi dona con abbandono il suo cuore ed il suo tempo.


Fermatevi ad ascoltare il vento, la pioggia che cade, non arrabbiatevi se non potete uscire, udite il sibilo della natura, perché è da essa che anche noi proveniamo. Lasciate che il sole vi riscaldi e l’acqua vi rinfreschi, guardate negli occhi di chi vi parla, e stringete la mano di chi vi sta vicino … SENTITE il fremito della vostra anima che percepisce con avidità, cogliete le parole non dette, create empatia con il mondo, e SORRIDETE, sempre.

Pure banalità penserete, tutti sanno o meglio, credono, di “saper sentire”, ma non è poi così scontato, credetemi … niente è scontato nella nostra esistenza.

“Presta attenzione agli occhi di un bambino. Perché ‚ quegli occhi sanno vedere il mondo senza amarezza”.

Coelho