giovedì 12 novembre 2009

Serenità


E nel beato silenzio
passeggio tra foglie e luce,
ove rimembro Serenità,
bimba quanto mai capricciosa,
volteggiare soavemente
tra i virtuosi castagni,
immobili compagni di gioco.

Di tanto, in tanto, a picciol passi
muovendosi lentamente
Osserva;
E in quell’attimo di quiete,
rubo il suo limpido sguardo,
quando con un guizzo improvviso,
torna a saltare entusiasta
nel fruscio di un sorriso.

Martina R.


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venerdì 14 agosto 2009

SENTITE

Arriva un giorno in cui ci accorgiamo che l’ infantile innocenza e la meraviglia, a mano a mano, vengono sostituite dalla conoscenza e dall’amarezza; La vita, in ogni istante, ci mette alla prova con sofferenze e difficoltà, ma il nostro dovere è quello di continuare a “SENTIRE”.


Gioite davanti ad un tramonto, commuovetevi per il sorriso di un bambino e per la carezza di un anziano, amate chi vi regala istanti indimenticabili, ma soprattutto chi vi dona con abbandono il suo cuore ed il suo tempo.


Fermatevi ad ascoltare il vento, la pioggia che cade, non arrabbiatevi se non potete uscire, udite il sibilo della natura, perché è da essa che anche noi proveniamo. Lasciate che il sole vi riscaldi e l’acqua vi rinfreschi, guardate negli occhi di chi vi parla, e stringete la mano di chi vi sta vicino … SENTITE il fremito della vostra anima che percepisce con avidità, cogliete le parole non dette, create empatia con il mondo, e SORRIDETE, sempre.

Pure banalità penserete, tutti sanno o meglio, credono, di “saper sentire”, ma non è poi così scontato, credetemi … niente è scontato nella nostra esistenza.

“Presta attenzione agli occhi di un bambino. Perché ‚ quegli occhi sanno vedere il mondo senza amarezza”.

Coelho

giovedì 25 giugno 2009

LETTERA SEMISERIA ALLA SINISTRA

Dopo 63 anni ininterrotti di amministrazione di sinistra, anche Prato cade.

La città è in sostanza divisa a metà, poco più di 1500 voti hanno, infatti, consegnato il comune al centrodestra; Il Presidente del Consiglio esulta e i suoi sostenitori annunciano che la caduta di una dei baluardi rossi porterà alla definitiva sconfitta della sinistra... e si parla addirittura di estirpare il comunismo (mah,no comment). Del resto, c’era da aspettarselo. La crisi economica, la concorrenza sleale della comunità cinese, l’immigrazione in generale hanno portato ad uno spostamento a destra dell’elettorato, che spera, probabilmente in vano, in un cambiamento. Se questo svolta ci sarà o meno dovremmo aspettare un po’ tempo, ma nel frattempo, è doveroso riflettere.

La sinistra ha sbagliato, ha dato quasi per scontato che nelle cosiddette zone rosse tutti votassero sempre e comunque a sinistra: per “carattere, indole, propensione personale, come se ci fosse un marchio che segna gli individui e li induce a scegliere una parte politica per un’influenza astrale se non corporea, addirittura genetica” (cito da “Sinistrati” di Edmondo Berselli).

Partendo dal presupposto che la maggior parte dei pratesi che ha votato Cenni, lo ha fatto per dare una svolta alla città, come si può sentir dire da Franceschini che è iniziato il declino della destra?! Va bene che dai risultati dei ballottaggi in tutta Italia la situazione tra PD e PDL è per lo più equilibrata, ma da qui a dire che abbiamo addirittura vinto, mi sembra un po’ fuori luogo ed è ovvio che così dicendo si offre alla maggioranza su un piatto d’argento battute del tipo: “Vorrei tutti i giorni perdere così”! Dovremmo invece chiederci il perché, un popolazione come quella pratese abbia deciso di buttarsi a destra. Cattiva amministrazione? Stanchezza dovuta alla crisi e all’immigrazione? Demagogia? Le domande e le risposte sono molte.

Noi sinistrati, che di sinistra siamo nati, dobbiamo chiederci il perché Berlusconi piaccia così tanto agli italiani, nonostante le vicende giudiziarie e le questioni immorali. Spesso siamo accusati di essere arroganti, di avere la presunzione di possedere la verità, ma ragazzi, fino a che non dimostreremo di essere realmente diversi, in pochi ci crederanno.

Re Silvio è indiscutibilmente un ottimo comunicatore, è un pubblicitario di se stesso, sa sempre che cosa dire e soprattutto come dirlo, utilizzando slogan, frasi ad effetto, sfruttando la scarsa libertà d’informazione e sminuendo il lavoro delle istituzioni, in primis degli organi giudiziari, ormai invasi da comunisti (?!), mentre la nostra parte bisbiglia, per non farsi sentire troppo da chi ha vicino, perché si sa, noi di sinistra abbiamo sempre idee diverse, ed ognuno vuol dire la sua. All’interno del Pd, a seconda di chi parla, sembra che ci sia una miriade di sinistre: gli ex comunisti, i cattolici, gli ex DS, gli ex DC, i Dalemiani, i Veltroniani ecc ecc. In pratica la cultura del PD è una miscellanea, creata appositamente per raccogliere consensi. Già, i consensi, peccato però che fino al momento in cui questi democratici, non capiranno che per fare un unico partito è fondamentale avere una linea unitaria, si vada poco lontano. In poche parole, si deve parlare con una sola voce, risultato delle decisioni prese all’interno dell’Assemblea, perché se non facciamo percepire alla gente il nostro pensiero, è impossibile avere solidità.
Smettiamola di attaccare Re Silvio sempre e solo sul personale, sulle veline, sui festini, seppur Palazzo Grazioli sia una residenza istituzionale (per chi non lo sapesse), diciamocelo: abbiamo stancato. Con questo non dico che non ci si debba occupare della questione morale, ma infondo se ci pensiamo, per coloro che l’hanno votato questo non è poi così fondamentale, del resto se così fosse, il voto non glielo avrebbero proprio dato! Già in passato aveva dimostrato di non essere uno “stinco di santo” e riflettendo su questo, rimembro un film di Matroianni “Signori e signore, buonanotte” del ’76:

Signor Ministro, mi consenta alcune domande per conto di Ti Gi Tre..."
"Purché si sbrighi, per favore."
"E' al corrente delle gravi accuse che le sono state mosse riguardo i fondi sottratti alle mense degli orfani? Si parla di duecento miliardi..."
"Certo. Certo che ne sono al corrente."
"Ecco, e non crede che sarebbe opportuno, in attesa di conoscere la verità, di dare le immediate dimissioni dalla sua alta carica..."
"Giovanotto! Dimettermi, mai! Questa sarebbe una mossa sbagliata."
"Lei vorrebbe dire che le sue dimissioni sarebbero un implicito riconoscimento delle accuse?"
"Ma no, no. Io non mi dimetto per combattere la mia battaglia da una posizione di privilegio. Dal mio posto posso agevolmente controllare l'inchiesta, inquinare le prove, corrompere i testimoni, posso, insomma, fuorviare il corso della giustizia."
"Onorevole ma non è irregolare? Dico contro la legge."
"Ah no, giovanotto! Io le leggi le rispetto e soprattutto la legge del più forte! E siccome in questo momento io sono il più forte, intendo approfittarne. E' mio dovere precipuo!"
"Ma... Dovere verso chi?"
"Ma verso l'elettorato che mi ha dato il voto per ottenere da me posti, licenze, permessi, appalti. Perché li spalleggi in evasioni fiscali, in amministrazione di fondi neri, crolli di dighe mal costruite, scandali, ricatti, contrabbando di valuta..."
"Scusi ma... Ma che cacchio sta dicendo?"
"Io sto dicendo che l'elettorato vede in me un prevaricatore. Se invece voleva scegliere un uomo probo, onesto e perbene, ma che dava i voti a me? Addio ragazzo..."


Ebbene, adesso che i tempi sono cambiati e la sinistra ha perso l’area sociale di riferimento, dobbiamo occuparci di fare proposte concrete, perché gli italiani vogliono fatti.
Sì, fatti, perché a livello nazionale stiamo navigando nell’astrattezza. La sinistra continua a vivere in chi ha ancora un forte desiderio di giustizia sociale, in chi crede in un’informazione libera, nell’uguaglianza, nell’equità di opportunità, nonché in uno stato laico. Tuttavia, al pensionato solo, al padre che non arriva alla fine del mese, al precario, non interessa esclusivamente la verità sui festini e la vitalità sessuale del Premier, a loro interessa avere un aiuto concreto; dobbiamo dare a queste persone delle certezze, degli aiuti effettivi, un sostegno anche morale, perché tutti hanno il diritto di SPERARE. La nostra risposta deve essere UNITA, DECISA E PRAGMATICA. E’ questa speranza, questa concretezza che dobbiamo dare al popolo italiano, per continuare a vivere con dignità e dare sicurezza ai figli. Dobbiamo dimostrarci come l’alternativa concreta e attenta ai problemi sociali, dobbiamo dimostrare di saper fare, di saper darsi da fare rimboccandoci le maniche e faticando, perché da sinistrata mi sono sempre battuta e ho sempre lavorato sodo e con passione per raggiungere i miei obbiettivi e non tollero che mi sia dato di fannullona, cogliona sì, ma non certo scansafatiche.

“La destra agita gli interessi, la sinistra le passioni”, ma i soldi sono una cosa seria e non si può continuare a schifarli basandoci su vecchie concezioni cattocomuniste, perché questo non sta bene ai più, dovremmo piuttosto soffermarci sulla concretezza degli aiuti, perché non è con la social card che è costata tantissimo allo stato che si risolvono i problemi, non era meglio un introito sulle pensioni, sui redditi o sui sussidi?! Certo, ma questo non sarebbe stato d’effetto! Oppure, spiegatemi il senso della Robin Tax, ovvero una tassa sui profitti congiunturali dei petrolieri, già peccato però che non ci sia alcun organo destinato a decidere se i profitti siano eccessivi! Insomma, un misto di demagogia, interessi e azione hanno portato la destra a vincere e se noi abbiamo perso è anche colpa nostra. La nostra carta vincente? La verità. Sì, ma non la verità degli spocchiosi e degli arroganti, ma la verità accompagnata da reali riforme, dall’attenzione ai media, perché nel precedente governo Prodi, pur depauperando il debito pubblico, l’unica cosa che arrivava alla gente era l’imminente disfatta gufata dalla destra e i dissidi interni con la sinistra più radicale, dobbiamo apparire compatti, nonostante per noi, che il 5’ potere non lo possediamo, sarà ancora più difficile. Ammiro tutti coloro che hanno avuto il coraggio di esporsi cercando di dare un nuovo slancio al PD raccogliendo, tra l’altro, numerosi consensi come la giovane Debora Serracchiani.

La nuova difficoltà della sinistra a radicarsi nel territorio, deriva proprio dalla distanza con la gente, quando invece la politica si dovrebbe fare in mezzo alla gente!
I progetti politici spesso appaiono vecchi, non solo per i suoi esponenti, ma anche per il loro modo di pensare, perché non è tanto l’età anagrafica a fare la differenza, ma il modo di agire. Senza aggiungere il fatto che spesso i politici di sinistra vengono etichettati come snob, una sorta di radical chic. Chiedetevi il perché. Noi giovani sinistrati siamo stufi di dover sostenere programmi esclusivamente anti-berlusconiani, vogliamo qualcosa di più costruttivo e concreto. In pratica Berlusconi va fermato, ma diversamente da come si sta cercando di fare adesso: insomma sembra di essere in un’ assemblea d’istituto in cui tutti dicono la loro e la maggior parte dell’uditorio non capisce più nulla.

“La colpa più grave? Non aver saputo capire come stava cambiando nel profondo la società italiana, quali erano le sue effettive priorità, come si poteva (e si doveva) tradurle in un coerente programma politico. E, di conseguenza, essersi baloccati troppo a lungo in un universo di illusioni autoreferenziali sino a precipitare nel baratro della sconfitta”.

Credere in una società multiculturale e multirazziale come forma di arricchimento non significa permettere TUTTO A TUTTI: “ Se c’è la globalizzazione, non vuol dire che sia accettabile la sporcizia sotto casa. Nel nome della tolleranza non si è obbligati ad accettare comportamenti ripugnanti da parte degli emigrati (e dagli italiani aggiungerei), giustificando la sporcizia o l’inadeguatezza civica con l’ingiustizia storica che ha privato il Terzo Mondo delle sue ricchezze e ha ridotto in miseria i suoi abitanti”. Su questo si deve essere il più chiari possibile, perché va bene agevolare l’associazionismo e l’integrazione, ma un minimo di rigidità e di regole è essenziale, altrimenti si finisce per sembrare non curanti ed indifferenti sul problema dell’illegalità, tematica fortemente sentita in questo periodo, pur tralasciando l’allarmismo demagogico sostenuto dalla Lega.
Concludo questo mio intervento con la speranza che presto, la situazione politica e sociale migliori. Mi scuso sin da subito per aver tralasciato molte tematiche, ma del resto si tratta solo di un pensiero generale nato da una grande passione e attenzione per la propria città e il proprio paese, una semplice osservazione dal punto di vista di una ventenne che crede fermamente nei valori della giustizia sociale e dell’eguaglianza.
Martina

lunedì 30 marzo 2009

Equilibrio... dedica...

Quando ero bambina, nei momenti più difficili e oscuri, ho sempre cercato riparo nella luce:
Sì, avete letto bene, nella luce, in tutto ciò che è positivo e amorevole.
I pochi lettori di questa mia umile pagina, nell’oceano di internet, sanno quali siano state, e quali tutt’ora siano, le mie illusioni più o meno infantili.
Ho sempre ricercato e bramato un’ equilibrio intorno a me, pensando che una volta raggiunto sarebbe stato, come dire, “eterno”, almeno per gran parte della durata della mia vita. Che sciocca ottimista …
In realtà, la vita è un divenire continuo e crescendo ho appreso che nell’arco dell’esistenza, esistono vari equilibri, più o meno piacevoli, più o meno duraturi … Così, l’imprevedibilità ci risveglia, come una secchiata d’acqua fredda in una giornata estiva, e ci costringe a rimettere tutto in discussione.
Nuovi tasselli da assemblare a quelli che restano nelle nostre mani dal passato.
Un lavoro lungo, silenzioso, spesso doloroso, accompagna la ricostruzione di questo nostro nuovo e precario equilibrio, sottile, esile, poi a mano, a mano, sempre più resistente, seppur mai stabile.
La nostra mente è affollata, assillata, martellata ossessivamente dalle scelte inevitabili che ci condurranno verso un domani “diverso”, almeno per la nostra interiorità, e allora ci interroghiamo su che cosa sia più giusto fare.. e l’ansia ci coglie, togliendoci la vitalità e l’ilarità di sempre, ma come una tempesta che sconquassa e travolge, anche questa precarietà si stabilizzerà, e allora, tornerà il sereno e ci adopereremo per ricostruire, accantonare e magari reinventare ciò che la tempesta ha lasciato.

venerdì 2 gennaio 2009

Illusione infantile

Nello strazio che si diffonde, immobile, osservo.

Poggiando la testa contro al muro, ormai stanca, lascio che le mie gambe si flettano e si avvicinino al resto del corpo.. così caldo.

Il cuore palpita, con veloce lentezza, le labbra sono serrate, gli occhi lucidi, mentre, dal cantuccio oscuro, la mia attenzione è colta da un fascio di luce, e il mio sguardo si perde nella tua immagine: così bella, limpida e luminosa a tal punto da irradiare serenità.

E mi illudo.

Mi lascio travolgere da quella debole luce, ingannandomi, scioccamente nel credere che qualcuno possa comprendere, che qualcuno, lassù, mi possa proteggere.
Ed è quella debole luce che irradia la tua immagine, niente di più di un quadro, che mi fa sperare, che mi fa credere che per tutto ci possa essere un motivo, un perché.

L’assurdità di immaginare che il dolore e la rabbia, così profondi da far gemere il cuore e scuotere l’anima, possano un giorno cessare.
So, che non cesseranno.
Potrò solo, a volte, dimenticare; Ma come l’ombra manifesta la corporalità della materia, allo stesso modo il dolore segue la mia anima.

E chissà che non sia proprio quell’illusione a permettermi di sorridere, gioire e ridere ancora e ancora.

venerdì 28 novembre 2008

Rimacce politiche

Mi scuso sin da subito.. mi rendo conto che faccia un po’ pena, ma è la prima volta che scrivo satira e per giunta in rima, ma in qualche modo ci si deve pur sfogare per la politica attuale!

E dal secondo semestre duemilasette
Sembra che scippi e rapine non siano più commesse.
Così, i lodevoli Tg, ci narrano!
Ah, Fasulli!
I reati non sono mica diminuiti,
che c’avete preso per rincoglioniti?
Coglion noi siamo per partito,
ma non certo per ingegno e per cultura,
tant’è vero che la cronaca nera,
e pur la paura,
fin dai tempi di Cesare eran usati per far bella figura!

Adesso che siam nella crisi,
dobbiam essere tutti più felici,
“L’ottimismo è il profumo della vita”!
-Si grida a più non posso-
Tanto che ce frega se poi ci buttano in un fosso!

L’ombra dei comunisti
Si staglia con rumori sinistri,
nelle folle e nelle discussioni,
al grido
Noi ci siamo rotti i maroni!
“La vostra crisi non la paghiamo”
Né con la cultura, né volando lontano!

E con trottare
il cavaliere,
basso ma fiero,
che siede in alto sul suo destriero,
annuncia:
C'è una manipolazione!
Ebbene sì, dell’informazione!
Che coerenza!
Ci vuol davvero tanta pazienza.
Da colui che è il Re dell’apparenza
Che si fa anche il lifting per render bella la presenza!

Infondo che c’importa dell’essenza,
quella mica ti porta alla Presidenza!

Martina R.


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sabato 22 novembre 2008

Ammirazione

E’ semplicemente incredibile…

Non so quale altro vocabolo potrei utilizzare per descrivere un amico che conosco da tanti anni e che nonostante tutto riesca sempre a sorprenderci per la sua intelligenza e per la sua bontà.
Sono rimasta letteralmente senza parole… è un bellissimo gesto… inaspettato seppur semplice…
E pensare che ogni giorno queste cose sono sotto i nostri occhi…tuttavia non sempre le vediamo.
Non è niente di così speciale in sé per sé, ma sono proprio questi gesti che fanno la differenza e che riconducono la mente, sempre troppo distratta dalla confusione e dal “tram tram” quotidiano, a focalizzare l’ attenzione su ciò che potremmo fare, sempre di più, per gli altri.
Dobbiamo ringraziare per avere vicino a noi persone così.. per sperare di vivere in un mondo migliore, per impegnarci tutti di più, anche se in modi diversi…
Sarà utopia, ma nonostante tutto c’ho sempre creduto e voglio continuare a crederci.


“Ognuno di noi non è altro che una piccola goccia in un mare di anime, ma ogni singola goccia può fare la differenza”

sabato 8 novembre 2008

Esperienza.. visita al carcere di Sollicciano

Giovedì mattina 6 novembre, Linda è passata a prendermi alle ore 7,30 per andare insieme alla visita al carcere di SOLLICCIANO. Dopo aver trovato sapientemente la strada (se non altro ho un buon senso dell’orientamento.. sicuramente merito del babbo), abbiamo parcheggiato e ci siamo dirette verso l’ingresso visitatori. Eravamo una trentina circa, per lo più ragazzi e ragazze che avevano fatto il seminario di filosofia con noi, del resto fu proprio il professore a prometterci questa visita al carcere, che abbiamo potuto fare solo adesso, dato il ritardo del permesso da parte del Ministero della Giustizia. Arrivati tutti, compreso uno degli assistenti del professore, che tra l’altro fa parte dei volontari del circondario di Sollicciano, abbiamo consegnato i documenti alla guardia e ci hanno condotto in un’aula, dove abbiamo parlato col Commissario, capo di dipartimento della polizia penitenziaria, e con un professore, capo di dipartimento delle attività trattamentali.

Dopo una prima illustrazione di come si svolga la vita nella casa circondariale, è iniziata la nostra visita vera e propria.. un’esperienza senz’altro da fare, che ti avvicina a quella parte di popolazione che costituisce proprio “il fallimento” della società, di quella stessa società che la emargina, che la guarda con disprezzo e diffidenza, senza pensare che ognuno di noi ha una piccola parte di colpa, anche se indirettamente.

Il Commissario ci ha fatto notare più volte che quella dei detenuti sia una scelta, in quanto, se decidi di delinquere, sai che prima o poi finirai in carcere. E’ vero, senz’altro, e ci ha ripetuto di non farci intenerire, dal momento che se si trovano lì è proprio perché hanno fatto quella scelta, motivo per cui non sono “tutti poveri cristi”. Questo non lo metto in dubbio. Ma il problema si pone nel momento in cui l’art. 27 della nostra Cost. prevede che la pena sia RIEDUCATIVA. E’ un argomento complesso e difficile da affrontare, che presuppone una profonda conoscenza della situazione esistente, motivo per cui mi limiterò a descrivervi un episodio, senz’altro significativo.

Una volta giunti nella biblioteca, tra l’altro poverissima di libri e di una difficoltà elementare-media, dato il bassissimo livello d’istruzione della popolazione carceraria (altro elemento da sottolineare che si spiega da solo, riguardo a chi finisca in carcere), sono stati fatti entrare dei detenuti che, per loro grande fortuna, erano riusciti a rientrare tra le 30 persone che potevano accedere alla scolarizzazione elementare e media. Nel momento in cui sono entrati, le guardie ci hanno fatto spostare verso un lato della stanza, mentre noi, inconsciamente ci eravamo già stretti l’uno vicino all’altro, il più a ridosso possibile del muro. Non sapendo come rompere il ghiaccio, ha iniziato a parlare il professore che ci aveva accompagnato, invitando ad illustrare la giornata tipo di queste persone al loro insegnante. Alcuni di loro erano entusiasti di vedere persone che facevano parte del mondo esterno, tanto da continuarci a chiedere di fargli domande, così la discussione è iniziata e piano piano, senza neanche accorgercene, ci siamo avvicinati a loro, sempre di sempre, sempre di più, fino a stringere un cerchio. Il loro insegnante era soddisfatto e alla fine della discussione ci ha fatto notare, quanto il linguaggio del corpo riesca a dire, a fare e a manifestare inconsciamente, come la barriera che si trovava tra noi e loro (l’utilizzo dei pronomi stessi indica la distanza) si sia a mano a mano abbassata. E’ stato bellissimo. Al momento dei saluti, mentre i detenuti si stavano già allontanando, l’insegnante si è voltato improvvisamente verso di noi e guardandoci con attenzione ci ha detto: “Voi, oggi, con questa esperienza, non avete imparato nulla…ricordate NULLA”, poi se n’è andato, al che ci è stata la battutina fredda del commissario, evidentemente irritato.

Abbiamo, così, continuato la nostra visita, incrociando, tra l’altro, anche altri detenuti, certamente meno “amichevoli” e , dite quello che vi pare, ma facevano veramente paura, senza parlare del modo in cui ci hanno guardato tutti, ma in particolare noi ragazze… non a caso Linda, Virna, Stella, Martina ed io ci siano voltate tutte, per evitare di incrociare il loro sguardo. Del resto, a Sollicciano sono presenti tutte le tipologie di detenuti: Comuni, Alta Sicurezza (reati di mafia e camorra), Tossico dipendenti, 41 bis (di cui non conosco il genere), transessuali, internati, osservandi, protetti e semiliberi. La popolazione detenuta attuale è pari a 850 unità di cui una novantina è costituita da donne, suddivisi in base a condanna definitiva, giudicabili in attesa di primo giudizio, appellanti, ricorrenti in cassazione, tossicodipendenti, protetti etc.

Un’esperienza senz’altro costruttiva, nonostante, ritengo che l’insegnante avesse ragione a dirci di non aver imparato nulla, o meglio, secondo me, quasi nulla.. dal momento che abbiamo visto solo la facciata di quello che è il mondo carcerario, molto più complesso, difficile e senz’altro “alienante”.

Concludo l’intervento riportando una frase: “Paradossalmente viviamo in un Paese in cui per fermare gli scippi viene mandato l’esercito nelle città, ma che per tutelare i risparmiatori dagli speculatori non si fa altro che emanare decreti per difenderli da una possibile condanna”.